Ridurre il metano in zootecnia: il ruolo del 3-NOP

Ridurre il metano in zootecnia: il ruolo del 3-NOP


La riduzione delle emissioni di gas serra provenienti dagli allevamenti è una delle principali sfide della transizione ecologica nel settore agro-zootecnico. In questo contesto si inserisce la ricerca condotta dal gruppo del Dipartimento di Scienze animali, della nutrizione e degli alimenti (DiANA) dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, in collaborazione con DSM-Firmenich e Lactalis Italia. Lo studio, pubblicato sul Journal of Dairy Science, ha valutato l’efficacia del composto 3-nitroossipropanolo (3-NOP) nel ridurre le emissioni di metano enterico nelle vacche da latte alimentate con diete ad alto contenuto di silomais. Due prove sperimentali – una estiva e una autunnale – hanno coinvolto vacche Frisone in lattazione, analizzando non solo l’impatto ambientale, ma anche gli effetti produttivi e metabolici del trattamento.

 

La questione in Danimarca

«In queste ultime settimane allevatori danesi lamentano effetti collaterali nell'uso di Bovaer (il prodotto commerciale che contiene il 3-NOP), chiedendo la sospensione del suo utilizzo – ci spiega il professor Erminio Trevisi, Direttore del DiANA e presidente di CERZOO.  Al momento non è facile comprendere la natura di tali effetti collaterali. Occorre però ricordare che non sono mai stati osservati problemi di salute nelle precedenti numerose ricerche, tanto che i pareri scientifici degli Organismi Internazionali hanno osservato che l'uso dell'integratore 3-NOP non determina problemi per gli animali e non viene assorbito nel processo digestivo, per cui è assicurata la sicurezza alimentare di latte e carne per l'uomo. Anche nella nostra prova, durata circa sei mesi, non abbiamo rilevato problemi di salute né a livello clinico né subclinico. Non escludo – conclude il professor Trevisi – che si debbano svolgere ulteriori prove in presenza di nuovi dubbi e per rafforzare le già tante conoscenze sino ad ora acquisite. Tuttavia, serve una descrizione precisa degli effetti collaterali segnalati e del contesto alimentare-manageriale-sanitario in cui si sono manifestati».

 

Un dimezzamento delle emissioni senza effetti negativi sulla produzione

Ma torniamo alla ricerca, perché i risultati ottenuti sono di grande rilievo: la somministrazione di 3-NOP ha portato a una riduzione media del 46% delle emissioni di metano, sia in termini assoluti sia rapportati alla produzione di latte. L’effetto inibitorio, legato al blocco dell’enzima coinvolto nella metanogenesi ruminale, è apparso immediato e reversibile, poiché i livelli di metano sono tornati alla normalità entro 24 ore dalla sospensione della somministrazione del composto. Parallelamente, si è osservato un aumento delle emissioni di idrogeno e di anidride carbonica, conseguenza dei nuovi equilibri fermentativi nel rumine.

L’efficacia del 3-NOP è risultata indipendente dalle condizioni ambientali, pur con lievi differenze stagionali dovute alla variazione dell’ingestione e della temperatura. Le vacche trattate hanno mostrato una maggiore efficienza alimentare, soprattutto nei mesi estivi, nonostante un leggero calo nell’assunzione di sostanza secca.

 

Qualità del latte e salute degli animali

Un aspetto particolarmente interessante riguarda la produzione di latte. L’integrazione di 3-NOP non ha ridotto la quantità di latte prodotto, ma ne ha migliorato la composizione, con un aumento delle proteine, e in particolare della caseina, e una diminuzione dell’urea. La composizione in acidi grassi del latte ha mostrato variazioni favorevoli: maggiore quota di acidi grassi monoinsaturi e riduzione dei saturi, segno di un metabolismo più efficiente e compatibile con i requisiti della filiera lattiero-casearia del Grana Padano DOP.

Anche sotto il profilo fisiologico e metabolico, il composto ha mostrato buona tollerabilità: non sono stati riscontrati effetti negativi sui principali parametri ematici o ruminali.

 

Verso una produzione lattiera più sostenibile

Nel complesso, la ricerca conferma che l’integrazione alimentare con 3-NOP rappresenta un’innovazione promettente per la mitigazione delle emissioni di metano nella zootecnia da latte. Riducendo quasi della metà le emissioni senza compromettere le prestazioni produttive, il composto può contribuire in modo significativo agli obiettivi di riduzione dei gas serra fissati dall’Unione Europea e al miglioramento della sostenibilità ambientale della filiera lattiero-casearia italiana.

In un contesto come quello della Pianura Padana, caratterizzato da diete ad alto tenore di amido e condizioni climatiche sempre più calde, i risultati ottenuti dal team dell’Università Cattolica aprono la strada a strategie di allevamento più resilienti e a basso impatto.

 

Qui il paper scientifico originale: Effects of 3-nitrooxypropanol on enteric methane emissions and milk production characteristics in dairy cows fed a high corn–silage diet in different environmental conditions - ScienceDirect